Autore Topic: Leggende metropolitane  (Letto 1543 volte)

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roby1kenobi

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Leggende metropolitane
« il: 08 Settembre 2003, 17:15:21 »
Una raccoltina delle più trash:

IL SALMI’ IMMANGIABILE

 La segnalazione arriva al capostazione di una piccola località montana del Friuli. Viene dalla stazione successiva. Un macchinista avverte di aver travolto nella notte un grosso animale, forse un caprisquadretta di quattro ferrovieri tra cui un pensionato si mette in movimento e arriva sul luogo dell’investimento. I quattro armati di grossi sacchi di plastica battono la campagna con cura, seguendo un rituale collaudato: si dispongo a raggiera e con un bastone spazzano l’erba alta e i cespugli che trovano lungo il loro cammino per uno spazio di circa venti metri a destra e venti a sinistra della strada ferrata. Già pregustano il salmì di capriolo con polenta, annaffiato dall’ottimo merlot della cantina sociale, che il ferroviere pensionato, cuoco sopraffino, cucinerà per i soci del circolo ferroviario. La ricerca è difficile, ma deve essere meticolosa e quel che c’è in palio vale la pena. Scende la sera e il quartetto tira fuori le torce elettriche.Finalmente la prima segnalazione: "Ehi, qui ho trovato un fegato!" "Sì, qui c’è un altro pezzo!" "Ehi, ma questa è una gamba!" "E qui c’è una testa!" "Ma è un uomo!" In preda all’orrore e alla paura, vuotano i sacchi e si danno precipitosamente alla fuga. Ovvii i titoli sui giornali locali del giorno successivo: "Treno investe viandante, il macchinista neanche se ne accorge."


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NONNA TRAFUGATA

 Estate, tempo di vacanze. Mentre è in villeggiatura coi nipoti in un paesino sul mare, la povera d(n)onna -la protagonista di questa storia- muore improvvisamente. I congiunti, per evitare le lungaggini burocratiche e spese di traslazione della salma in città , decidono di provvedere da soli al trasporto funebre. Senza denunciare l’avvenuto decesso alle autorità competenti, nottetempo adagiano la congiunta avvolta in alcune coperte nel gommone sistemato sul tetto della auto, e via verso casa. Ormai in vista del traguardo, distrutti dalla stanchezza si fermano ad un motel per un caffé. All’uscita la macchina non c'é più. E’ stata rubata. Insieme al gommone, e alla nonna.


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IL CONIGLIO RESUSCITATO

 Questa storia la conoscete di sicuro, essendo ormai di dominio pubblico. Tutto comincia in un condominio. Al piano terra, con giardino, vivono due anziani coniugi. Un bel giorno arriva una coppia più giovane che si stabilisce al quarto piano. Si sa come vanno queste cose: una parola tira l'altra, e tra le due famigliole nasce una buona amicizia. Entrambe non hanno figli, ma qualcosa di più: i coniugi del quarto sono fieri del loro cane, un meticcio di taglia media. Gli altri due possiedono invece uno splendido coniglietto dal pelo lungo, sempre perfettamente pettinato e infiocchettato. Vive in giardino, nel quale si muove liberamente, ed ha a disposizione una luminosa gabbietta pluriaccessoriata. Un sabato mattina, la coppia del quarto piano sta caricando l'auto per il fine settimana. Le persiane del piano terra sono abbassate: devono essere partiti anche loro. Prendi il cane, dov'è il cane, ecco che quel bastardo sguscia fuori dal giardinetto tenendo delicatamente in bocca un fagottino bianco sporco di terriccio: il coniglio dei vicini, morto stecchito. Emergenza, problema, soluzione. Lei sale di corsa a casa, lava la povera bestiola, ne asciuga il pelo col phon (il vero protagonista di questa storia: compare in tutte le versioni, che sono centinaia). Poi, col marito, lo infila nella gabbia. L’istante dopo, partenza. Per fortuna, sembra che nessuno li abbia visti. Il lunedì mattina, ritorno in città. Il set è lo stesso. Stavolta però davanti al giardinetto dei vicini c’è un sacco di gente. I due cercano di guadagnare il portone, ma vengono intercettati. "E' successa una cosa incredibile. Venerdì pomeriggio, mentre stavamo per andar via, ci siamo accorti che il nostro Foggy era morto. Potete immaginare il dolore. Ma siamo voluti andar via lo stesso, per non deprimerci ancora di più. Così, prima di partire lo abbiamo sotterrato in giardino, in quell’angolo là. Stamattina siamo rientrati, e…è pazzesco. Lui era là, nella sua gabbia. Come se ci aspettasse."


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CAPODANNO

 L’ultimo dell’anno è stato festeggiato come si conviene. Finita la festa e andati via gli ospiti, il padrone di casa è così ubriaco da addormentarsi sul tappeto del salone. La moglie invece ce la fa a salirsene in camera da letto, al piano di sopra. Poco più tardi tornano a casa, da un'analoga festa, i figli adolescenti. Vedendo il padre che dorme beato per terra, i due decidono di fargli uno scherzo: gli aprono delicatamente la lampo dei pantaloni, e vi sistemano, mezzo dentro e mezzo fuori, il collo del tacchino (il piatto forte del tradizionale cenone in USA, in Germania sarà un wurstel, in Italia una salsiccia). All'alba la moglie si sveglia, e non trovando il marito al suo fianco decide di scendere a cercarlo. Ancora mezzo addormentata, si affaccia alla balaustra: proprio in tempo (quando si dice il caso!) per vedere il cane di casa intento a divorare l'appendice carnosa che sporge dai calzoni del marito. Con un grido, la donna sviene, rotolando per le scale. Per lei, il nuovo anno inizierà in ospedale.


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CAPRICCI

 Questa storia si apre con una tranquilla scena domestica: la mamma (spesso è un’amica della moglie del ripetitore) stira, mentre i bambini (cinque e due anni) giocano nella stanza accanto. A un tratto, un urlo seguito da un pianto disperato. La donna accorre, e trova la figlia con un paio di forbici insanguinate tra la mani. "Mamma, hai visto come sono stata brava? Tu lo dici sempre: se continui a fare i capricci, ti taglio il pisellino. Lui non smetteva, e allora gliel'ho tagliato io."


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LA GRATA

 Un'altra storia nera, un po’ datata, dev'essere grata del proprio successo alla medesima. Cioè alla grata. Di ritorno, come ogni fine settimana, nella loro casa di campagna, i proprietari - quasi sempre vicini di casa (in città) di chi la racconta - avvertono un odore nauseabondo: forse un animale vi si è introdotto, chissà come. Frugano dappertutto, ma invano: tutto è in ordine. Quando più tardi accendono il camino, un fumo acre invade la stanza, e un puzzo di carne bruciata comincia a farsi sentire. Saliti sul tetto, i due scoprono che nella cappa del camino c’è un cadavere: qualcuno aveva cercato di penetrare nell'appartamento usando quella via. Ma non aveva fatto i conti con una grata sistemata a metà della canna fumaria per impedire l’accesso agli animali, e vi era rimasto incastrato.


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ROLEX IN SUDAMERICA

 Mai portare ricchezza ai Paesi poveri: si prendono il dito con tutta la mano. E la mano con tutto il braccio. E’ l’opinione di chi vi racconta una storia accaduta, sostiene lui, in uno Stato del Sudamerica (uno qualsiasi: sono tutti in uno stato miserevole). Quando non arriva a dichiararsene testimone oculare, il raccontatore ci va comunque vicino: "ero rimasto accanto ai bagagli, ma Michele era là, e ha visto tutto". Nella stazione di una piccola città, un turista yankee (come non riconoscerlo?) è affacciato al finestrino di un treno in partenza. Sulla banchina (ma lui non può vederlo: è girato dall’altra parte, e sta sbracciandosi per richiamare l’attenzione di un venditore di bibite) un indio gli si sta avvicinando con un machete sollevato. Giunto alla sua altezza, con un sol colpo gli taglia di netto, a livello del gomito, il braccio destro, completo di Rolex. Un attimo dopo, tra le urla terrorizzate dei presenti (tra i quali i dodici amici che, in tempi diversi, ve l’hanno raccontato) afferra il braccio grondante sangue e si dilegua. Le varianti più recenti ospitano l’urlo disperato e grottesco dell’americano mutilato, che prima di perdere i sensi grida verso il ladro: "E’ falso! E’ falso!"


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UNO SCIVOLO

 Rimini, esterno giorno. Le sette di un giorno d'estate che si preannuncia caldissimo. Il rettangolo trasparente della piscina di un albergo. Una ragazza sottile compare sulla piattaforma dello scivolo: a quest'ora l'immobile acqua azzurra é tutta per lei. Il fruscio del corpo adolescente lungo lo scivolo, un gemito, l'acqua che si tinge lentamente di rosso. Dissolvenza. Più tardi -dopo il fragore dell'ambulanza e il pungente odore dell'anestetico- leggeremo il bollettino medico: "ferita da taglio di cm. 45 in regione dorsale mediana: 78 punti di sutura". L'arma micidiale é ancora là: sulla parte finale dello scivolo c'é una lametta tenuta in posizione verticale da una potente colla a presa rapida.


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SUB ARROSTITO

 C’è una storia che va in letargo tutti gli inverni, e si risveglia d'estate. E' probabile che, mentre ve ne state sdraiati sotto l'ombrellone in una torrida mattina d'agosto, all'apparire di un elicottero che cala il suo secchio in mare per andare a spegnere il solito incendio, qualcuno ne approfitti per raccontarvi la storia dello straordinario rinvenimento di qualche estate fa. Sui rami anneriti di un albero, in un bosco semidistrutto da un incendio, i vigili del fuoco hanno trovato il cadavere carbonizzato di un uomo in muta da sub, completo di pinne e di maschera. Come era arrivato lassù? Ce l'aveva portato -suo malgrado- l'elicottero spegni-incendi, che lo aveva "raccolto" col suo cucchiaione dal mare, mentre faceva pesca subacquea. Terminata la stagione estiva, il "subacqueo arrosto" si inabisserà, per essere ripescato l’anno dopo.


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LA SCIATRICE NUDA

 Un amico vi racconta di aver visto una sciatrice nuda sfrecciare sulle piste, a sci perfettamente uniti, in maglione, cappellino e pantaloni abbassati alle caviglie. Questa inaspettata e magica apparizione, a un metro da lui, gli ha fatto perdere l’equilibrio ed è finito con gli sci contro un albero, con conseguente frattura di una gamba. Il peggio arriva alla sala gessi dove l’ortopedico, dopo che ha ascoltato il suo dettagliato racconto, in dubbio sulle sue facoltà mentali, lo invia in neurologia per un eeg; più insiste che le cose sono andate proprio così e più aggrava la sua posizione.Come la maggior parte delle leggende anche questa ha un finale a sorpresa; in questo caso coincide con la spiegazione. Mentre, immobilizzato, esce dall’ospedale riconosce la stupenda sciatrice che su una barella viene portata al pronto soccorso. La poveretta colta da un improvviso bisogno fisiologico si era fermata in un posto appartato e si era già abbassata i pantaloni, quando piano piano aveva cominciato a scivolare fino a perdere totalmente il controllo degli sci. Ora è lì anche lei, per una radiografia.


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LA SORPRESA DEL GATTO

 Quando muore il gatto di casa, muore anche una piccola parte dei suoi padroni. E’ quel che succede a una coppia di Jefferson City, Missouri. Il figlio si offre di dare all’animale una sepoltura degna dell’affetto che i suoi padroni nutrivano per lui, lo infila in un sacchetto del supermercato, sale sulla sua spider e si avvia verso la campagna. Cercando di pensare dove potrebbe seppellire l’animale, si ricorda che deve fare alcune compere e si ferma al centro commerciale lungo la strada. Lascia la macchina aperta; il sacchetto col gatto è sul sedile del passeggero. La spesa gli porta via pochi minuti. Quando ritorna al parcheggio, nota una ragazza che con aria circospetta guarda dentro la sua decappottabile, poi con un guizzo da professionista afferra il sacchetto che stava sul sedile, salta sul suo fuoristrada e parte sgommando prima che il ragazzo possa dire ba. Contenta del colpo, la ragazza guida veloce per mettere la maggiore distanza possibile dal centro commerciale. Poi si rilassa e decide di dare un'occhiata alla refurtiva. Cercando di non distrarsi troppo nella guida, sbircia dentro al sacchetto e quel che vede non le piace per niente: il povero Pussy, stecchito, con gli occhi sbarrati e la lingua di fuori. La ragazza perde il controllo del fuoristrada e va fragorosamente a sbattere contro un albero. Gli infermieri del 911 chiamati da un autista di passaggio, premurosamente mettono quello che credono il sacchetto della spesa della ragazza sulla sua pancia, dopo averla sdraiata sulla barella. Arrivata al pronto soccorso della cittadina, la ragazza si sveglia, vede il sacchetto sulla pancia, caccia un urlo che richiama l’attenzione della caposala la quale, incuriosita, guarda anche lei nel sacchetto. Svengono entrambe. Nel cadere, l'infermiera batte la testa contro un pezzo di ferro del lettino. Vengono entrambe ricoverate per trauma cranico e stato di agitazione psicomotoria. Il sacchetto è lì su una poltroncina della camera 421


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BABY SITTER

 Una giovane coppia lo aveva lasciato il figlioletto di un anno alle cure di una giovane baby-sitter nordafricana. Dopo il bagnetto, per asciugarlo la ragazza (poveretta, con scarsissime cognizioni sulle attrezzature moderne) aveva pensato di dargli una "passatina" nel forno a microonde. Potete immaginare cosa avessero trovato i genitori, di ritorno dal teatro.

ellina

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Leggende metropolitane
« Risposta #1 il: 08 Settembre 2003, 21:40:57 »
grazie!  :lol:  :lol:  :lol:  :lol:

florasol

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« Risposta #2 il: 08 Settembre 2003, 21:47:28 »
spettacolo!!! :lol:  :lol:

"Una donna è tanto più autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di sé stessa"

uomoelettrico

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« Risposta #3 il: 08 Settembre 2003, 22:24:25 »
Quella del gatto nel sacchetto mi ha fatto schiantare! :lol:



....quella della lametta invece mi mette sempre i brividi... :(

Per avere l'illuminazione basta accendere una lampadina.

charyuop

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ciao
« Risposta #4 il: 08 Settembre 2003, 22:34:00 »
Era un gatto nero?????


Quella della Baby Sitter mi fa venire i brividi....anche se purtroppo e' successo veramente sigh
Una brava cuoca in America è una donna che riesce ad aprire le scatolette di conserve senza ferirsi.

Ele

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Re: ciao
« Risposta #5 il: 08 Settembre 2003, 23:11:31 »
Citazione da: "charyuop"

Quella della Baby Sitter mi fa venire i brividi....anche se purtroppo e' successo veramente sigh


interessante ciò che dici: ho fatto una velocissima ricerca in google: sembra che qualcosa di simile sia accaduto veramente. Ciò che è strano è che il fatto si verificò quando già la leggenda urbana era in circolazione, si parla di leggende del genere studiate nel '64, il fatto è degli anni '80  :o
Me: "That's the girl I go out with"
Teacher: "Remember you can't end a sentence with a preposition!"
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Re: ciao
« Risposta #6 il: 09 Settembre 2003, 00:06:25 »
Citazione da: "Ele"
interessante ciò che dici: ho fatto una velocissima ricerca in google: sembra che qualcosa di simile sia accaduto veramente. Ciò che è strano è che il fatto si verificò quando già la leggenda urbana era in circolazione, si parla di leggende del genere studiate nel '64, il fatto è degli anni '80  :o

:o :o :o

Fonte, Ele? No, perché in questi casi si va sempre particolarmente con i piedi di piombo... :-? chi ci assicura che non sia una riedizione della leggenda?

Ad ogni modo le conoscevo, se non sbaglio queste vengono da voicebuster. :D
A proposito, vi siete mai imbattuti nella pratica di mettere bottiglie accanto agli usci per evitare che ci piscino sopra i gatti? :lol: E' una cacchiata vecchia di una decina d'anni, ma ho scoperto che ancora resiste. :o

charyuop

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Re
« Risposta #7 il: 09 Settembre 2003, 00:19:28 »
Come l'abitudine della gente del paese di mio padre di tenere la scopa dietro la porta d'ingresso....dicono evitasse alle streghe di entrare in casa.
Una brava cuoca in America è una donna che riesce ad aprire le scatolette di conserve senza ferirsi.

roby1kenobi

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Leggende metropolitane
« Risposta #8 il: 09 Settembre 2003, 09:05:54 »
Visto che vi sono piaciute vi allego anche queste:

I SUOI SENI SONO UNA BOMBA, SIGNORINA!

 C’è un albergo, vicino Verona, convenzionato con la British Airways, dove vanno ad alloggiare tra un volo e l’altro piloti, hostess e steward. La sera si lasciano un po’ andare dopo la tensione della giornata, mangiano finalmente e bevono come dio comanda e danno il là alle confidenze. Dunque c’erano queste hostess che chiacchieravano amabilmente dopo il caffé. Una di queste esordisce: "Non credereste mai cosa mi ha raccontato una mia amica della TWA" (o forse era un’altra compagnia aerea, ma poco importa). "Siamo tutte orecchie" replicarono le colleghe. "Ora, un’amica di questa mia amica, mi ha raccontato che al termine di un volo una passeggera sui trent’anni, graziosa, se ne stava come impietrita al suo posto, senza alzarsi. Preoccupata, una giovane hostess le si avvicina e nota due macchie rosse all’altezza dei seni appuntiti della viaggiatrice. Subito si spaventa e chiama i soccorsi. La ragazza comincia a balbettare, fatto che rincuora la hostess che l’aveva ormai data per spacciata. Il giovane medico di servizio nell’infermeria dell’aereoporto, esaminata con sguardo esperto (il famoso occhio clinico) la paziente, non ha dubbi e sentenzia: "Non vi preoccupate, la signorina non corre alcun pericolo; prevedo soltanto un’altra bella denuncia per quella dannata ditta di protesi al silicone!" In sostanza, a causa della pressurizzazione della cabina, i seni posticci che la tipa si era fatta impiantare per arrotondare le sue forme asciutte erano letteralmente esplosi. "E per fortuna che portava anche un reggiseno imbottito che ha retto all’esplosione - concludeva il medico ammiccando con aria misteriosa e tipico cinismo sanitario - altrimenti i danni avrebbero potuto essere ben maggiori"


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PARQUET RADIOATTIVO

 Una donna che si sentiva sempre più debole. Il medico, recatosi più volte a visitarla, non riuscì a formulare una diagnosi - e a alla fine si vide costretto a ricoverarla in ospedale. Lì, ancor prima di ultimare gli accertamenti, la donna cominciò a migliorare. Venne perciò dimessa rapidamente; ma una volta a casa, la mancanza di forze, la nausea e l’inappetenza ricominciarono. Fu solo dopo lungo tempo che se ne riuscì finalmente a capire il motivo: in casa della donna vennero trovate tracce di radioattività. Il responsabile, identificato con un contatore Geiger, era il parquet. Un’indagine presso il rivenditore rivelò che era stato importato da un paese dell’Est; era stato prodotto con legname proveniente dalla zona di Chernobyl.


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PANE E LAMETTE

 Uno squilibrato, introdottosi in un forno (non molto lontano da quello dove ci serviamo da sempre) durante la lavorazione del pane, ha gettato di nascosto nell’impasto pezzetti di vetro e lamette triturate. Della serie: dove colgo, colgo. Le tragiche conseguenze e la nostre reazioni sono facilmente prevedibili.


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LADRI D’APPARTAMENTO

 E’ opinione diffusa che gli zingari rapinano gli adulti, e le zingare rapiscono i bambini mettendoseli sotto le gonne. E così, via. Nel senso che se ne debbono andare: nessuno se li vuole vedere intorno. Loro invece intorno alle nostre case ci girerebbero spesso, nella speranza di rubacchiare qualcosa. Chi ci racconta questa storia ci domanda se per caso abbiamo notato dei segni strani, tracciati col gesso, sul portone di casa. Si tratta di messaggi in codice: due pallini, casa facile: due linee in croce, donna sola e anziana; tre linee ondulate, girare al largo....Segue poi la descrizione, tanto dettagliata quanto falsa, dei furti subiti da A e da B: furti certificati dal derubato stesso, o dall’amico poliziotto. Storie che fanno perdere il sonno, e prendere per un minaccioso segnale qualsiasi graffio presente sul muro accanto al nostro portone.


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TORTELLINI AI VERMI

Una massaia sta per mettere in tavola un piatto che negli ultimi anni ha riportato un enorme successo: i tortellini di Giovanni Rana. Li ha già preparati altre volte, con successo. Ma oggi, con sua grande sorpresa, alla superficie della pentola in cui stanno cuocendo cominciano ad affiorare decine di repellenti vermi vivi. Reprimendo lo schifo, e dando sfogo alla rabbia, la donna infila vermi e tortellini in una busta e si precipita dal suo salumiere, che la mette subito in contatto col rappresentante dei prodotti Rana. Questi si mostra molto disponibile. Per calmare la donna che intende adire le vie legali, regala alla figlia che sta per sposarsi una cucina completa di tutto, del valore di parecchi milioni: con Rana, in cucina non avrete più problemi. In cambio, alla cliente insoddisfatta e rimborsata viene chiesto il più assoluto riserbo sull'accaduto. Una richiesta che non dev’essere stata accolta, data la rapida diffusione della storia.


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ANTICHE LEGGENDE

 Altrettanto superata è oggi la storia (diffusissima nel secondo dopoguerra prima in Francia, poi negli States, in Germania ed infine in Italia) della disgraziata ragazza che, dopo tanti sacrifici, si era potuta comperare delle calze di nylon trasparenti, (l'ultimo grido in fatto di moda). Diventato rapidamente il penultimo: togliendosele, la ragazza urlò per il dolore. La pioggia gliele aveva incollate alla pelle. All’apparire dei primi dadi da brodo della Liebig, negli anni cinquanta, si sentiva dire con in(e)sistenza che erano fatti con carne di serpente, di topo, o addirittura umana: e che contenessero delle droghe.


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RAGGI UVA

 All’uscita delle prime lampade abbronzanti, nei primi anni ‘60, si sarebbe fatto un gran parlare della disavventura occorsa a una futura sposina, (…..PER il giorno….) che per acquistare un buon colorito si era esposta alle lampade abbronzanti da poco in circolazione. Poichè alla data delle nozze mancavano solo pochi giorni, aveva esagerato con i dosaggi. Dopo qualche tempo il marito si accorse che la mogliettina emanava uno strano odore. Allarmato, la portò dal medico. La diagnosi fu infausta: i raggi ultravioletti (e ultra-violenti) della lampada le avevano cotto l'intestino. "Dottore, mia moglie tornerà ad essere quella di prima?" "Una bistecca cotta non può tornare cruda".


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LENTI A CONTATTO

 Fu invece verso la metà degli anni ’70 che, insieme alle primissime lenti a contatto, si diffuse velocemente la storia di quella signora alla quale, mentre assiste ad un’opera lirica - proprio nello stesso palco del ripetitore - vede improvvisamente che si appanna la vista. Non per la lacrimevole storia di Violetta, ma per un suo acuto. Che ha provocato l'esplosione delle lenti a contatto della spettatrice. Lenta a sparire fu anche la storia di quel fabbro che, terminato il lavoro, avrebbe cercato invano di togliersi le nuove lenti a contatto: l'elevata temperatura della fucina gliele aveva incollate agli occhi.


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MC DONALD’S

 Non molto tempo fa, anche una corazzata come la Mc Donald's ha rischiato di venire affondata da una storia infondata, che ha messo in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro, in migliaia di posti (la Mc Donald’s è presente in tutto il mondo.) A dar retta ai teen-agers (la sua clientela più nutrita), dal Texas a Manhattan, la multinazionale del fast food confezionerebbe i propri hamburgers con carne di lombrico.


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BAMBINI DROGATI

 I narcotrafficanti hanno preso ormai di mira anche i bambini delle elementari. …..sotto scuola…li attirano..imbevendo di LSD, il noto allucinogeno, il retro delle decalcomanie e delle figurine di Topolino. I bambini leccano le figurine per incollarle sull’album, e si applicano le decalcomanie sulla pelle. In questo modo assumono la droga, e diventano dei tossici in erba: anzi, in acido.


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KIT KAT

 Qualche tempo fa qualcuno mise in giro una leggenda contro il KiteKat. Chi la raccontava giurava che questo prodotto fosse imbottito di anfetamine, allo scopo di creare dipendenza nei cani e nei gatti che lo mangiano, e costringere così i loro proprietari a comprare sempre e solo quello (ignari delle eventuali drammatiche tossicità conseguenti).


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VIRUS DAL KOSOVO

 Durante la guerra del Kosovo i file di filmati provenienti dalla Serbia sono stati sospettati di contenere dei virus ammazzacomputer. Questa storia potrebbero averla messa in giro gli americani, che non avrebbero gradito le controinformazioni sui bombardamenti NATO. Ma altrettanto potrebbe essere avvenuto a proposito dei file che contengono filmati sulla pulizia etnica: in questo caso a inventare la leggenda dell’infezione da virus sarebbero stati ovviamente i serbi, per non far circolare le immagini dei loro eccidi.


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AIDS AL CINEMA E AL SUPERMERCATO

 "Quando andate al cinema, attenti! Sul sedile potrebbe essere stata fissata una siringa infetta, puntata sulle vostre terga. Sedendovi al buio non potrete vederla, e quando l’avrete sentita sarà troppo tardi. Passate parola!"Questa storia non è altro che la l’ultima versione della vecchissima leggenda delle siringhe lasciate di notte sulla spiaggia dai tossicodipendenti: sempre, ovviamente, con l’ago rivolto verso l’alto. Il timore dei tossici e delle siringhe ha ispirato anche la storia dei limoni: non comprateli al supermercato, perché i tossicodipendenti li bucano con le siringhe per estrarne il succo: utilizzandoli, rischiereste l’AIDS.


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COCA COLA

 Racconti dello stesso tenore mi arrivarono pure da altre fonti: oltre a quelli che sanno che la Coca-Cola è frizzante e dissetante, ci sono anche quelli che conoscono le sue capacità di erodere il metallo. Che sia dissetante, lo hanno provato. Che sia corrosiva lo hanno invece solamente sentito dire, e lo ripetono agli altri: se si immerge nella Coca-Cola un chiodo, questo verrà lentamente "mangiato". Se poi, invece di un chiodo, vi si mette della carne cruda, dopo poche ore la si troverà completamente "digerita".


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COLORANTI PERICOLOSI

Ricordate il caso del cosiddetto "volantino di Villarjuif"? Era un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente "Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori".La notizia passò di bocca in bocca, e -a detta del ripetitore di turno- si trattava di bocche qualificate: l’amico medico, il conoscente che lavora al Ministero della Sanità. Il volantino passò di mano in mano. Una mano ulteriore la diedero i giornali, che pubblicarono una delle innumerevoli fotocopie del volantino allarmistico.In Francia esiste un Centro Oncologico di Villejuif, (e non Villarjuif), i cui responsabili hanno dichiarato ufficialmente di non aver mai compilato liste di additivi alimentari cancerogeni. Nel ciclostilato erano elencate anche merendine, bibite, caramelle e aperitivi contenenti i pericolosissimi additivi: l’E141 e l’E460 (che sono in realtà la clorofilla e la cellulosa, presenti in tutti i vegetali), l’E153 (il carbone vegetale) e l’E407 (le alghe commestibili). L’E150 è il caramello, comunemente utilizzato per i dolci. Tutte sostanze innocue (o inesistenti, come l’E125). Come ciliegina sulla torta, l’additivo segnalato come il più tossico, l'E330, non é altro che acido citrico, contenuto in natura nei limoni. Nonostante le autorità sanitarie abbiano più volte negato l'attendibilità di questo documento, la voce continua a circolare. Molti giornali prima la diedero per buona, poi cercarono di smentirla. Finendo per darle maggiore forza: "Le multinazionali produttrici degli additivi alimentari scendono in campo" fu il commento di molti lettori. La smentita venne considerata un trucco per insabbiare la vicenda: smentiscono, dunque mentono. Risultato: la voce acquistò ancora più vigore, danneggiando decine di aziende. Tra gli altri, i produttori del rosso bitter Campari se la videro nera. La situazione si è sbloccata quando le norme CEE hanno abolito l’obbligo di apporre sui prodotti questa sigla.

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LAETRILE PERICOLOSO

 Tra queste, una sicuramente falsa riguarda un singolare prodotto magnificato (per le sue presunte proprietà anti-cancro) su un foglietto che circola da molti anni negli Stati Uniti: il laetrile, indicato anche come "Vitamina B17" (inesistente). Il prodigioso laetrile è presente nei noccioli di mandorla amara e di albicocca, che contengono invece cianuro: quelli che, considerandolo efficace, esagerano, rischiano di finire in ospedale con sintomi di avvelenamento.


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BIG BABOL

Le "Big-Babol", le gomme da masticare che vantano le bolle più grandi del mondo, vennero quasi fatte esplodere da una storia falsa, ma ritenuta vera, che le diceva fabbricate con grasso di topo. Era una balla, ma il danno ci fu.

uomoelettrico

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Re: ciao
« Risposta #9 il: 09 Settembre 2003, 11:48:43 »
Citazione da: "Brian the Brain"
...A proposito, vi siete mai imbattuti nella pratica di mettere bottiglie accanto agli usci per evitare che ci piscino sopra i gatti? :lol: E' una cacchiata vecchia di una decina d'anni, ma ho scoperto che ancora resiste. :o


Eccome se resiste... dove abito io, quasi ogni ingresso ha la sua brava bottiglia antipisciatoria... :roll:

Per avere l'illuminazione basta accendere una lampadina.

Rebus70

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Leggende metropolitane
« Risposta #10 il: 09 Settembre 2003, 11:55:25 »
L'unica, vera "leggenda metropolitana"... :P

"La soluzione talvolta arriva subito, talvolta mai. Come in tutte le cose della vita, che dell'enigma ha fatto il suo concetto basilare."(G.F.)

uomoelettrico

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Leggende metropolitane
« Risposta #11 il: 09 Settembre 2003, 12:09:29 »
Non si legge bene, Reb... un po' più grande non ce l'hai?

Per avere l'illuminazione basta accendere una lampadina.

Ele

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Re: ciao
« Risposta #12 il: 09 Settembre 2003, 13:09:39 »
Citazione da: "Brian the Brain"
Citazione da: "Ele"
interessante ciò che dici: ho fatto una velocissima ricerca in google: sembra che qualcosa di simile sia accaduto veramente. Ciò che è strano è che il fatto si verificò quando già la leggenda urbana era in circolazione, si parla di leggende del genere studiate nel '64, il fatto è degli anni '80  :o

:o :o :o

Fonte, Ele? No, perché in questi casi si va sempre particolarmente con i piedi di piombo... :-? chi ci assicura che non sia una riedizione della leggenda?

Ad ogni modo le conoscevo, se non sbaglio queste vengono da voicebuster. :D
A proposito, vi siete mai imbattuti nella pratica di mettere bottiglie accanto agli usci per evitare che ci piscino sopra i gatti? :lol: E' una cacchiata vecchia di una decina d'anni, ma ho scoperto che ancora resiste. :o


scusa, Bri, ti leggo solo ora.
La fonte è questa http://www.straightdope.com/classics/a1_213.html
Mi sembra abbastanza attendibile e cita anche un giornale.

Poi, ma la bottiglia non serve per allontanare gli eventuali ratti, che di solito corrono sempre in linea retta, dalla casa?
Me: "That's the girl I go out with"
Teacher: "Remember you can't end a sentence with a preposition!"
Me: "Oh sorry: that's the girl I go out with, asshole"

Ele

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Re: ciao
« Risposta #13 il: 09 Settembre 2003, 13:10:05 »
Citazione da: "Brian the Brain"
Citazione da: "Ele"
interessante ciò che dici: ho fatto una velocissima ricerca in google: sembra che qualcosa di simile sia accaduto veramente. Ciò che è strano è che il fatto si verificò quando già la leggenda urbana era in circolazione, si parla di leggende del genere studiate nel '64, il fatto è degli anni '80  :o

:o :o :o

Fonte, Ele? No, perché in questi casi si va sempre particolarmente con i piedi di piombo... :-? chi ci assicura che non sia una riedizione della leggenda?

Ad ogni modo le conoscevo, se non sbaglio queste vengono da voicebuster. :D
A proposito, vi siete mai imbattuti nella pratica di mettere bottiglie accanto agli usci per evitare che ci piscino sopra i gatti? :lol: E' una cacchiata vecchia di una decina d'anni, ma ho scoperto che ancora resiste. :o


scusa, Bri, ti leggo solo ora.
La fonte è questa http://www.straightdope.com/classics/a1_213.html
Mi sembra abbastanza attendibile e cita anche un giornale.

Poi, ma la bottiglia non serve per allontanare gli eventuali ratti, che di solito corrono sempre in linea retta, dalla casa?
Me: "That's the girl I go out with"
Teacher: "Remember you can't end a sentence with a preposition!"
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